venerdì, dicembre 01, 2023

I colori dell'idrogeno come vettore di energia nella transizione energetica.




L'idrogeno come vettore energetico nella transizione energetica 

    L'idrogeno è un elemento chimico con il simbolo H e il numero atomico 1. È l'elemento più abbondante nell'universo, ma è relativamente raro sulla Terra. L'idrogeno è un gas inodore, incolore e insapore. È un gas altamente infiammabile e può esplodere se combinato con aria. 
  L'idrogeno può essere prodotto in diversi modi, tra cui la dissociazione elettrolitica dell'acqua, la dissociazione termochimica dell'acqua e la dissociazione di altri combustibili fossili. 
    
I colori dell'idrogeno.

  I colori dell'idrogeno sono una classificazione convenzionale utilizzata per indicare la modalità di produzione dell'idrogeno e il suo impatto ambientale.

  • Idrogeno grigio è il tipo di idrogeno più comunemente prodotto. È prodotto dal reforming del gas naturale, un processo che utilizza il gas naturale e il vapore per produrre idrogeno e anidride carbonica. L'idrogeno grigio è un vettore di energia con un alto impatto ambientale, poiché l'anidride carbonica prodotta nel processo di produzione contribuisce al cambiamento climatico.

  • Idrogeno blu è una variante dell'idrogeno grigio che viene prodotto catturando e stoccando l'anidride carbonica prodotta nel processo di produzione. L'idrogeno blu ha un impatto ambientale inferiore rispetto all'idrogeno grigio, poiché l'anidride carbonica non viene rilasciata nell'atmosfera.

  • Idrogeno verde è prodotto dall'elettrolisi dell'acqua, un processo che utilizza l'energia elettrica per separare le molecole d'acqua in idrogeno e ossigeno. L'idrogeno verde è un vettore di energia a zero emissioni, poiché il processo di produzione non produce emissioni di gas serra.


    Esistono anche altri colori dell'idrogeno, come l'idrogeno nero, l'idrogeno viola e l'idrogeno giallo. Questi colori sono meno comuni e indicano modalità di produzione più specifiche.
Ad esempio, l'idrogeno nero è prodotto dalla gassificazione del carbone, un processo che utilizza il carbone per produrre idrogeno e altri gas. L'idrogeno viola è prodotto dalla fotocatalisi, un processo che utilizza la luce solare per separare le molecole d'acqua in idrogeno e ossigeno. L'idrogeno giallo è prodotto dalla pirolisi, un processo che utilizza il calore per rompere le molecole di idrogeno.
    La classificazione dei colori dell'idrogeno è utile per comprendere le diverse modalità di produzione dell'idrogeno e per valutare il loro impatto ambientale.

L'idrogeno verde nella produzione di energia.

   L'idrogeno verde nella produzione di energia elettrica può essere utilizzato per alimentare celle a combustibile, che producono elettricità senza emissioni. Le celle a combustibile sono dispositivi elettrochimici che combinano l'idrogeno con l'ossigeno per produrre elettricità, acqua e calore. 
    Le celle a combustibile possono essere utilizzate per alimentare una varietà di applicazioni, tra cui: 

  • Produzione di energia di base: Le celle a combustibile possono essere utilizzate per fornire energia di base, come la generazione di elettricità per le case e le imprese. 
  • Produzione di energia a supporto: Le celle a combustibile possono essere utilizzate per fornire energia a supporto, come la generazione di elettricità per i sistemi di accumulo di energia o per i veicoli elettrici. 
  • Produzione di energia distribuita: Le celle a combustibile possono essere utilizzate per produrre energia distribuita, come la generazione di elettricità per le comunità rurali o per le aree remote.
L'idrogeno verde nel trasporto. 

    L'idrogeno verde può essere utilizzato per alimentare veicoli a celle a combustibile, che sono più efficienti e puliti dei veicoli a benzina o diesel. I veicoli a celle a combustibile utilizzano l'idrogeno come combustibile per produrre elettricità che viene utilizzata per alimentare il motore. I veicoli a celle a combustibile hanno una serie di vantaggi rispetto ai veicoli a benzina o diesel, tra cui:
  • Efficienza energetica: I veicoli a celle a combustibile sono più efficienti dei veicoli a benzina o diesel, il che significa che utilizzano meno energia per percorrere una determinata distanza. 
  • Emissioni zero: I veicoli a celle a combustibile non producono emissioni di gas serra, il che li rende una scelta più sostenibile rispetto ai veicoli a benzina o diesel. 
  • Portata simile: I veicoli a celle a combustibile hanno una portata simile a quella dei veicoli a benzina o diesel.
L'idrogeno verde nell'industria.

     L'idrogeno verde può essere utilizzato per alimentare processi industriali, come la produzione di acciaio e cemento. L'idrogeno può essere utilizzato per sostituire i combustibili fossili in questi processi, il che può aiutare a ridurre le emissioni di gas serra. L'industria è uno dei settori più grandi responsabili delle emissioni di gas serra. 
     L'idrogeno verde può svolgere un ruolo chiave nel decarbonizzare l'industria e aiutare a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. 

Conclusione.

    L'idrogeno verde ha il potenziale per svolgere un ruolo chiave nella transizione energetica. Può aiutare a decarbonizzare l'economia e a creare nuovi posti di lavoro. Tuttavia, l'idrogeno verde è ancora una tecnologia emergente e ci sono alcune sfide che devono essere affrontate prima che possa essere ampiamente utilizzato. Queste sfide includono: 
  • Costi: I costi di produzione dell'idrogeno verde sono ancora relativamente alti. 
  • Stoccaggio: L'idrogeno è un gas leggero e infiammabile, il che rende difficile da immagazzinare e trasportare. 
  • Sicurezza: L'idrogeno è un gas altamente infiammabile, il che richiede misure di sicurezza rigorose. 
    Nonostante queste sfide, l'idrogeno verde è una tecnologia promettente che ha il potenziale per trasformare il nostro sistema energetico.

giovedì, novembre 30, 2023

Emotività e investimenti

 



Secondo un sondaggio condotto da Sara Assicurazioni nel 2022, il 45% degli italiani ha difficoltà a controllare le reazioni emotive di fronte agli accadimenti finanziari e ai trend dei propri risparmi. Questo dato è preoccupante, in quanto indica che le decisioni finanziarie degli italiani sono spesso guidate dall'emotività, piuttosto che dalla ragione.

L'emotività può avere un impatto negativo sulle decisioni finanziarie in diversi modi. Ad esempio, può portare a:

  • Decisioni impulsive: quando siamo emotivi, siamo più propensi a prendere decisioni improvvise e non ponderate. Questo può essere un problema quando si tratta di decisioni finanziarie, che possono avere conseguenze a lungo termine.
  • Paura e incertezza: l'emotività può portare a sentimenti di paura e incertezza, che possono ostacolare il processo decisionale. Ad esempio, se siamo preoccupati per il futuro dei nostri risparmi, potremmo essere meno propensi a investire.
  • Azzardo: l'emotività può portare a comportamenti di azzardo, come il trading di criptovalute o la speculazione. Questo può essere un modo rischioso di investire i propri soldi.

Ci sono diversi fattori che possono contribuire all'emotività nelle decisioni finanziarie. Uno di questi è la cultura finanziaria italiana, che è spesso considerata come non molto sviluppata. Gli italiani hanno spesso una scarsa conoscenza dei prodotti finanziari e dei rischi associati. Questo può portare a sentimenti di ansia e incertezza, che possono sfociare in decisioni emotive.

Un altro fattore che può contribuire all'emotività nelle decisioni finanziarie è la situazione economica italiana. L'Italia ha un'economia fragile, che è stata colpita dalla pandemia di COVID-19 e dalla guerra in Ucraina. Questa situazione può portare a sentimenti di incertezza e preoccupazione, che possono influenzare le decisioni finanziarie.

Per ridurre l'impatto dell'emotività sulle decisioni finanziarie, è importante sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri sentimenti. È anche importante informarsi sui prodotti finanziari e sui rischi associati. Inoltre, può essere utile affidarsi a un consulente finanziario qualificato, che può fornire supporto e guida.

Ecco alcuni consigli per ridurre l'impatto dell'emotività sulle decisioni finanziarie:

  • Prenditi del tempo per pensare alle tue decisioni finanziarie. Non prendere decisioni affrettate, soprattutto se sei emotivo.
  • Rafforza la tua conoscenza dei prodotti finanziari. Impara di più sui diversi tipi di investimenti e sui rischi associati.
  • Rivolgiti a un consulente finanziario qualificato. Un consulente finanziario può aiutarti a sviluppare un piano finanziario che sia adatto alle tue esigenze e ai tuoi obiettivi.

Se sei consapevole dell'impatto dell'emotività sulle tue decisioni finanziarie, puoi prendere provvedimenti per ridurre questo impatto e migliorare le tue decisioni.

lunedì, novembre 13, 2023

Immagina il futuro: le città 15 minuti.


La città di 15 minuti è un modello di pianificazione urbana che mira a rendere le città più vivibili e meno impattanti per l'ambiente limitando la necessità di lunghi spostamenti. Il concetto è stato elaborato dall'urbanista francese Carlos Moreno nel 2021, e ha rapidamente guadagnato popolarità in tutto il mondo.

Il concetto di città di 15 minuti si basa su sei funzioni essenziali che ogni residente dovrebbe poter accedere entro 15 minuti a piedi o in bicicletta dalla propria abitazione:


  • Vita: abitazioni, spazi verdi, servizi di cura per l'infanzia e per gli anziani


  • Lavoro: posti di lavoro, spazi di coworking, servizi di istruzione e formazione


  • Commercio: negozi, mercati, servizi di ristorazione


  • Assistenza sanitaria: ospedali, cliniche, farmacie


  • Istruzione: scuole, università, biblioteche


  • Intrattenimento: cinema, teatri, parchi


Per realizzare il concetto di città di 15 minuti, è necessario intervenire su diversi aspetti della pianificazione urbana, tra cui:

  • La distribuzione degli spazi: le funzioni essenziali devono essere distribuite in modo uniforme all'interno della città, in modo che siano accessibili da tutti i quartieri.
  • La mobilità: è necessario favorire la mobilità a piedi e in bicicletta, migliorando la rete di percorsi pedonali e ciclabili e riducendo la presenza di automobili.
  • La progettazione degli edifici: gli edifici devono essere progettati per essere efficienti dal punto di vista energetico e per favorire la socializzazione tra i residenti.

La città di 15 minuti offre diversi vantaggi, tra cui:


  • Migliora la qualità della vita dei residenti: rende le città più vivibili, accessibili e sostenibili.
  • Riduce l'inquinamento: limita la necessità di utilizzare l'automobile, riducendo le emissioni di gas serra e l'inquinamento atmosferico.
  • Crea nuove opportunità di lavoro: favorisce lo sviluppo di imprese locali e crea nuovi posti di lavoro nei settori della mobilità sostenibile, della manutenzione degli spazi verdi e della socializzazione.

La città di 15 minuti è un modello in via di sviluppo, ma ha già iniziato a essere implementato in diverse città del mondo, tra cui Parigi, Barcellona, Milano e Roma.


Riferimenti bibliografici e internet (clikka sul link):


La situazione Toscana;


Uno sguardo alle città 15 minuti;


È possibile la città dei 15 minuti;


La città sostenibile. Tutto a disposizione in 14 minuti. Come investire;


La città dei 15 minuti;


Moreno, C.; Zaheer, A.; Didier C.; Catherine Gall, and Florent Pratlong. 2021. Introducing the “15-Minute City”: Sustainability, Resilience and Place Identity in Future Post-Pandemic Cities.  Smart Cities 4, no. 1: 93-111. https://doi.org/10.3390/smartcities4010006


Weng, M.; Ding, N.; Li, J.; Jin, X.; Xiao, H.; He, Z.; Su, S. 2019 The 15-minute walkable neighborhoods: Measurement, social inequalities and implications for building healthy communities in urban china. J. Transp. Health13, 259–273.

Capasso Da Silva, D.; King, D.A.; Lemar, S. 2020 Accessibility in practice: 20-minute city as a sustainability planning goal. Sustainability12, 129.





mercoledì, novembre 08, 2023

Costo del debito pubblico americano

(Cit. Articolo Bloomberg vedi link Bloomberg costo del debito)

L'immagine tratta da Bloomberg mostra il grafico del costo del debito degli Stati Uniti dal 2003 al 2023. Il debito è espresso in miliardi di dollari ed è possibile notare che il costo del debito è aumentato costantemente nel corso degli anni. Ad esempio:
  • Nel 2003, il costo del debito era di circa 400 miliardi di dollari. 
  • Nel 2023, il costo del debito è salito a oltre 1 trilione di dollari. 
L'aumento del costo del debito è dovuto a diversi fattori, tra cui l'aumento del deficit federale, la riduzione delle entrate fiscali e l'aumento dei tassi d'interesse.

Il deficit federale è il divario tra le entrate e le spese del governo federale. Quando il deficit è positivo, il governo deve indebitarsi per finanziare le proprie spese. 
La riduzione delle entrate fiscali è dovuta a una serie di fattori, tra cui la riforma fiscale del 2017 e la pandemia di COVID-19. 
L'aumento dei tassi d'interesse rende più costoso per il governo rimborsare il proprio debito. 

L'aumento del costo del debito rappresenta una sfida per l'economia degli Stati Uniti. Il debito può aumentare i tassi d'interesse, rendendo più costoso per le famiglie e le imprese prendere in prestito denaro. Il debito può anche ridurre la fiducia degli investitori negli Stati Uniti, rendendo più difficile per il governo finanziarsi sui mercati dei capitali. Nel breve termine, l'aumento del costo del debito potrebbe non avere un impatto significativo sull'economia degli Stati Uniti. Tuttavia, nel lungo termine, l'aumento del debito potrebbe portare a una serie di problemi economici, tra cui una recessione, un aumento dell'inflazione e una riduzione del benessere dei cittadini. Il grafico mostra un'impennata del costo del debito durante la crisi finanziaria del 2008. Questo è dovuto all'aumento del deficit federale per finanziare i programmi di salvataggio delle banche. Il grafico mostra un'altra impennata del costo del debito durante la pandemia di COVID-19. Questo è dovuto all'aumento del deficit federale per finanziare i programmi di stimolo economico. Il debito è destinato a continuare ad aumentare negli anni a venire. Questo è dovuto all'aumento del deficit federale, che è previsto che rimanga elevato nel prossimo futuro. In conclusione, il costo del debito degli Stati Uniti è un problema crescente che potrebbe avere un impatto significativo sull'economia degli Stati Uniti e nel Mondo nel lungo termine.

sabato, novembre 04, 2023

Il consumo globale di combustibili fossili sta per raggiungere il picco?


Il consumo globale di combustibili fossili sta per raggiungere il picco?

Un grafico pubblicato dall'Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI) mostra che il consumo mondiale di combustibili fossili, tra cui carbone, petrolio e gas naturale, potrebbe raggiungere il picco entro il 2030.

Il grafico, che si basa sui dati dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), mostra che il consumo di carbone è già in calo, mentre quello di petrolio e gas naturale è ancora in aumento, ma dovrebbe iniziare a diminuire entro il 2030.

Secondo l'ISPI, il picco del consumo di combustibili fossili è un segnale positivo per la lotta al cambiamento climatico. I combustibili fossili sono responsabili di circa il 70% delle emissioni globali di gas serra, e la loro riduzione è essenziale per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima.

Tuttavia, l'ISPI avverte che l’andamento previsto del consumo di combustibili fossili non è sufficiente per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo, sarà necessario accelerare la transizione verso le energie rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica.


Le tendenze del consumo di combustibili fossili


Il calo del consumo di carbone si verifica a causa dell'aumento dei costi dello stesso e della crescente concorrenza da parte di altre fonti di energia, come il gas naturale e le rinnovabili.

Il consumo di petrolio è ancora in aumento, ma la crescita è rallentata negli ultimi anni. Questo è dovuto a una serie di fattori, tra cui la crescita economica più lenta, l'aumento dei prezzi del petrolio e l'adozione di veicoli elettrici.

Il consumo di gas naturale è in aumento, a causa della sua crescente disponibilità, dei prezzi e della sua minore capacità di inquinare in termini di emissione di gas serra rispetto al carbone.


Ecco alcuni dei fattori che potrebbero contribuire al riduzione dei combustibili fossili:


  • L'aumento dei costi dei combustibili fossili: la tendenza alla crescita prezzi del carbone, del petrolio e del gas naturale rispetto alla concorrenza delle fonti rinnovabili;

  • La crescente preoccupazione per il cambiamento climatico: i governi e le aziende sono sempre più preoccupati per gli effetti del cambiamento climatico, il che spinge ad investire in fonti di energia pulite.

  • Lo sviluppo di nuove tecnologie: le nuove tecnologie, come l'energia solare e eolica, stanno diventando sempre più efficienti e convenienti, rendendole una scelta più attraente rispetto ai combustibili fossili.

Le sfide della transizione energetica


La transizione verso le energie rinnovabili è una sfida complessa, che richiede investimenti significativi in infrastrutture e tecnologie.

Una delle principali sfide è il costo delle energie rinnovabili (ancora alto), che anche in termini di investimento dovrà diventare più appetibile rispetto a quello dei combustibili fossili. Tuttavia, i costi delle energie rinnovabili stanno diminuendo rapidamente, e si prevede che saranno inferiori a quelli dei combustibili fossili entro il 2025.

Un'altra sfida è la necessità di integrare le energie rinnovabili nella rete elettrica. Le energie rinnovabili, come l'eolico e il solare, sono intermittenti, e quindi è necessario sviluppare tecnologie per immagazzinare l'energia o per bilanciare la domanda e l'offerta.


Conclusione


Il picco dei combustibili fossili è un evento positivo, ma non è ancora sufficiente per raggiungere gli obiettivi di zero emissioni di carbonio. Per raggiungere questi obiettivi, il mondo dovrà continuare a investire in fonti di energia rinnovabile ed a rendere sempre più efficiente il consumo energetico.

mercoledì, novembre 01, 2023

Crescita economica italiana e l'inflazione





I dati economici italiani del terzo trimestre 2023, pubblicati il 28 ottobre 2023, evidenziano un andamento congiunturale stagnante e un quadro inflazionistico preoccupante.
Il prodotto interno lordo (PIL) ha registrato una crescita tendenziale del 2,7%, in linea con le stime del governo, ma inferiore al +3,2% del secondo trimestre. La crescita è stata trainata dal settore dei servizi, che ha registrato un incremento del 3,5%, mentre il settore industriale ha registrato una crescita del 2,2%. L'inflazione, invece, ha raggiunto il livello record del 5,9% su base annua, in aumento rispetto al 5,7% del mese precedente. 
L'aumento dei prezzi è stato causato principalmente dal rincaro dei prezzi dell'energia e dei beni alimentari, che hanno registrato incrementi rispettivamente del 42,9% e del 7,9% su base annua. 

L'analisi dei dati economici evidenzia i seguenti punti: 

  • La crescita del PIL è stata leggermente inferiore alle attese, ma è comunque positiva. La crescita è stata trainata dal settore dei servizi, che ha registrato un incremento superiore a quello del settore industriale. 
  • L'inflazione è salita a livelli record, raggiungendo il 5,9% su base annua. 

L'andamento congiunturale stagnante e il quadro inflazionistico preoccupante potrebbero avere un impatto negativo sulla crescita economica italiana nel prossimo futuro. L'aumento dell'inflazione potrebbe ridurre il potere d'acquisto dei consumatori e delle imprese, rallentando la domanda interna. Inoltre, l'aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea potrebbe rendere più costoso il finanziamento del debito pubblico italiano, aumentando il rischio di una crisi finanziaria.

Conclusioni:

I dati economici italiani del terzo trimestre 2023 sono un segnale di preoccupazione. La crescita è stata leggermente inferiore alle attese e l'inflazione è salita a livelli record. Questi fattori potrebbero avere un impatto negativo sull'economia italiana nel prossimo futuro. Per contrastare questi rischi, il governo italiano dovrebbe adottare misure per stimolare la crescita economica e contenere l'inflazione. Tali misure potrebbero includere investimenti in infrastrutture e incentivi fiscali per le imprese, nonché interventi per ridurre il costo dell'energia e dei beni alimentari. 

Glossario:

PIL: Prodotto interno lordo, indicatore macroeconomico che misura il valore totale dei beni e dei servizi prodotti in un paese in un determinato periodo di tempo. 
Tendenza: Variazione media di un indicatore macroeconomico nel tempo. 
Tasso di inflazione: Variazione media dei prezzi di un paniere di beni e servizi in un determinato periodo di tempo.

martedì, ottobre 31, 2023

La finanza comportamentale


La finanza comportamentale è un campo di studio che si occupa di come le emozioni, le convinzioni e gli stereotipi influenzano le decisioni finanziarie. Si basa sul presupposto che le persone non sono sempre razionali nelle loro decisioni, ma sono influenzate da una serie di fattori psicologici. 

La finanza comportamentale ha identificato una serie di bias cognitivi che possono portare a decisioni finanziarie non ottimali. I bias cognitivi sono, quindi, automatismi mentali dai quali si generano credenze e da cui si traggono decisioni veloci Si tratta, il più delle volte di errori di giudizio che impattano, nella quotidianità, non solo su decisioni e comportamenti ma anche sui processi di pensiero.

Alcuni esempi di questi bias sono:

  • Effetto framing: L'effetto framing, o effetto cornice, è un pregiudizio cognitivo che influenza il modo in cui le persone interpretano e valutano le informazioni. Questo effetto si verifica quando le informazioni vengono presentate in modo diverso, ma con lo stesso significato intrinseco. Ad esempio, il modo in cui viene posta una domanda può influenzare la risposta che viene dataUn esempio di effetto framing è il seguente:
        Scenario A: Hai il 90% di possibilità di vincere €100.
        Scenario B: Hai il 10% di possibilità di perdere €100.

        Questi due scenari hanno esattamente lo stesso significato intrinseco, ma vengono presentati in modo diverso. Nel primo scenario, l'attenzione è posta sulla possibilità di vincere, mentre nel secondo scenario l'attenzione è posta sulla possibilità di perdere.

        Diversi studi hanno dimostrato che le persone sono più propense a scegliere lo Scenario A, anche se i due scenari hanno lo stesso esito atteso. Questo perché le persone sono  più sensibili alle perdite che ai guadagni.


  • Effetto anchoring: è un bias cognitivo che consiste nella tendenza a basare le proprie valutazioni e decisioni su un'informazione di riferimento iniziale, detta appunto ancora. L'ancoraggio può avere un impatto significativo sul nostro comportamento, sia nella vita quotidiana che in ambito professionale.

    Ad esempio, se ci viene chiesto di stimare il valore di una casa, il nostro giudizio sarà influenzato dal prezzo a cui viene pubblicizzata, anche se quel prezzo non è necessariamente realistico. Oppure, se ci viene offerto uno sconto su un prodotto, saremo più propensi ad acquistarlo, anche se non abbiamo bisogno di quel prodotto o se il prezzo scontato è comunque troppo alto.

  • Effetto di avversione alla perdita: le persone temono la perdita di denaro più di quanto apprezzino il guadagno di denaro. Ad esempio, una persona è più propensa a vendere un'azione che ha perso il 10% del suo valore, piuttosto che un'azione che ha guadagnato il 10% del suo valore.Questo effetto è stato studiato da diversi studiosi, tra cui Daniel Kahneman e Amos Tversky, che hanno vinto il Premio Nobel per l'economia nel 2002 per i loro studi sulla finanza comportamentale.

    L'effetto avversione alla perdita può manifestarsi in diversi modi, tra cui:

    • Effetto di trascinamento: le persone sono più propense a continuare a investire in un asset che sta perdendo valore, nella speranza di recuperare le perdite.
    • Effetto di compensazione: le persone sono più propense a correre maggiori rischi per recuperare le perdite subite.
    • Effetto di ancoraggio: le persone sono più propense a fare scelte che sono ancorate a un prezzo o a un valore precedente.
  • Effetto di eccesso di fiducia: le persone tendono a sopravvalutare le proprie capacità e conoscenze. Ad esempio, una persona è più propensa a investire in un titolo che conosce, anche se non ha le competenze necessarie per prendere una decisione informata.

La finanza comportamentale ha importanti implicazioni per la teoria dei mercati finanziari. La teoria tradizionale dei mercati finanziari assume che gli investitori siano razionali e che i prezzi dei titoli riflettano tutte le informazioni disponibili. La finanza comportamentale suggerisce che i prezzi dei titoli possono essere influenzati da fattori psicologici, che possono portare a prezzi inefficienti.

La finanza comportamentale ha anche implicazioni per gli investitori individuali. Comprendendo i bias cognitivi, gli investitori possono prendere decisioni finanziarie più consapevoli e razionali.

Alcuni esempi di come la finanza comportamentale può essere applicata alla pratica degli investimenti tra gli investitori indivuali:

  • Utilizzare strategie di investimento basate su principi comportamentali, come l'investimento in piani di accumolo o l'investimento a lungo termine.
  • Essere consapevoli dei propri bias cognitivi e adottare misure per mitigarli.
  • Richiedere consulenza finanziaria professionale per ottenere una visione imparziale delle proprie scelte di investimento.

Comprendere i bias cognitivi è importante per prendere decisioni consapevoli e quindi razionali.

mercoledì, aprile 28, 2021

I soldi fanno o non fanno la felicità?

 

I soldi fanno o non fanno la felicità? Il quesito accompagna sia l'uomo della strada che gli studiosi di scienze economiche da numerosi lustri. Il proprio rapporto con i soldi consiste in cosa si pensa, cosa si prova e come ci si comporta. A questo riguardo gli studi per capire il rapporto tra soldi e felicità sono stati numerosi.

 

Il Paradosso della Felicità 

Il primo importante studio può essere individuato nel 1974 con il Paradosso della Felicità (o Paradosso di Easterlin) che, con un approccio innovativo, aveva iniziato a studiare la relazione tra reddito e felicità o benessere soggettivo secondo cui la nostra felicità aumenta all’aumentare del nostro reddito, ma solo fino ad una certa soglia.

Ha stimolato così la nascita di un vero e proprio nuovo ambito di indagine che si occupa di studiare, quelle che sono le determinanti del benessere integrale delle persone, le loro aspirazioni, le opportunità, le libertà, la qualità delle loro relazioni, che, oltre al reddito, influenzano il senso di soddisfazione che ognuno di noi sperimenta rispetto alla sua vita.

Quella che viene chiamata “l’economia della felicità”, ha anche avuto il merito di elaborare nuovi e migliori strumenti di misurazione, nuove metriche e nuove forme di valutazione del benessere (in Italia, per esempio, già da qualche anno, l’Istat affianca alla rilevazione del valore del Pil, quella del Bes, il cosiddetto “benessere equo e sostenibile”).

La soglia viene individuata in quella che possa essere in grado di assicurare che tutti i bisogni primari siano effettivamente soddisfatti in modo più che adeguato. Quei bisogni che Maslow, nel 1954, individuava nel soddisfacimento delle necessità fisiologiche (fame, sete, ecc.) e del bisogno di sicurezza.

Proseguendo nella piramide dei bisogni incontriamo però anche altre necessità progressivamente sempre più decorrelate dal denaro come il bisogno di appartenenza , il bisogno di stima  e i bisogno di autorealizzazione. Sorpassata questa soglia, la felicità degli individui non aumenta più e, in taluni casi, addirittura diminuisce , ecco perché “paradosso” della felicità.

Secondo Easterlin, la chiave per perseguire la felicità sta nello spostarsi verso un altro tipo di “beni”: i beni relazionali. Dedicarci eccessivamente alla ricerca spasmodica del denaro fine a sé stesso, fa sì che si trascuri il tempo per la famiglia, le relazioni, le amicizie, la salute, lo sport. Riappropriarsi di questi beni, invece, può farci essere più felici.


La cifra della felicità

In uno studio del 2010 i due premi Nobel per l’economia Daniel Kahneman e Angus Deaton  avevano individuato in una soglia di 75.000 dollari (basato sugli Usa) il livello massimo oltre il quale 1 euro in più non aumenta la felicità in proporzione. Altri studiosi invece hanno verificato che non ci sarebbero limiti e il denaro continua a influenzare il nostro benessere. 

Kahneman, negli ultimi dieci anni, ha cercato di andare oltre giungendo alla conclusione che, in realtà, gli uomini non cercano davvero la “massima felicità” ma piuttosto la vera aspirazione è la soddisfazione per la propria vita. Prima di giungere a questa conclusione, Kahneman ha studiato approfonditamente la differenza tra ciò che viviamo e ciò che in realtà ricordiamo.

 

Gli 8 principi per la felicità

 Le persone, tuttavia, sovrastimano il ruolo del denaro quando pensano a come sta andando la loro vita. “I soldi fanno la felicità?” ci siamo domandati all’inizio, ma la domanda corretta in realtà dovrebbe essere: “come viviamo la loro presenza nella nostra vita?”  Perché se in senso assoluto possono permetterci di avere il controllo della stessa, allo stesso tempo questo può darsi che non accada.

Lo stress dovuto alla impossibilità di contestualizzarli in alcuni casi può generare infelicità maggiore della sostanza del denaro. Per migliorarne il nostro rapporto proviamo ad individuare alcune regole per permettere di vivere con maggiore serenità il nostro rapporto con i soldi.

1) I soldi come mezzo e non come un fine: Se i soldi vengono visti come un fine a cui tendere, alla felicità in senso assoluto. L’effetto che si genera è quello di Paperon dei paperoni che nuota nel deposito pieno di monete. L’idea di tranquillità economica è oggettiva ma quella di serenità è soggettiva. I soldi in realtà sono un mezzo per raggiungere gli obiettivi. Quindi finalizzare la spesa all’obiettivo ci può rendere maggiormente felici. Quello che conta è cosa ci viene dato in cambio rispetto ai soldi che spendiamo. Stabilire dei traguardi sicuramente aiuta a ridurre lo stress ed aumenta la felicità nel raggiungerli.

2) Parlare di denaro senza timori reverenziali: Spesso le persone hanno convinzioni e pensieri limitanti o negativi. Per esempio, molti ritengono di non capirci niente nella gestione delle finanze personali. Si affidano allora al sentito dire e per sentito dire si commettono degli errori, finendo per fare le cose sbagliate nei momenti sbagliati (investire sui mercati per imitazione più che per strategie). Confrontarsi invece con chi è esperto può aiutare a superare le limitazioni che abbiamo in tale settore.

3) Informarsi e accrescere la propria cultura: cultura finanziaria e capacità di far fronte ai momenti di difficoltà sono strettamente correlati. Maggiore è la conoscenza del settore, maggiore è la capacità di risolvere problemi finanziari della famiglia come maggiore è la capacità di superare le crisi finanziarie che, come ci insegna la storia, sono fisiologiche. La conoscenza parte dal linguaggio: esistono numerosi siti (partendo semplicemente anche da Wikipedia) che aiutano a comprendere i termini ed altri che aiutano ad approfondire. Non serve una laurea in discipline economiche, ma avere le conoscenze minime che ci consentono di addentrarci nel mondo della finanza per poi poter confrontarci con un esperto del settore. 

4) Pianificare e organizzare le proprie finanze: Abbiamo detto sopra che per vivere con meno stress il rapporto con i soldi dobbiamo migliorare la cultura, migliorare le conoscenze base e confrontarsi. Ma soprattutto stabilire degli obiettivi. Questo permette di organizzare strumenti e obiettivi in modo efficiente. Invece di continuare a gestire i propri risparmi alla rinfusa senza una logica senza sapere quanto dobbiamo o possiamo spendere. Alcuni studiosi hanno dimostrato una maggiore capacità di indebitamento dei soggetti che hanno una gestione non organizzata dei propri soldi. Sapere cosa vogliamo o possiamo e come poterlo ottenere è invece direttamente legato alla felicità.

5) Utilizzare regole: hai consapevolezza di quanto entra e di quanto esce? Le grandi aziende lavorano tramite budget e analisi consuntive. Perché tu dovresti fare diversamente? Hai la possibilità, stabilendo delle regole di comportamento, di migliorare la tua centralità rispetto al denaro.

6) Gestire le paure: I momenti in cui abbiamo paura, possono corrispondere ai momenti in cui abbiamo minor controllo sulle nostre azioni. Nel settore dei consumi questo vuol dire procedere ad acquisti folli. L’acquisto compulsivo anche se terapeutico (costa meno lo psicologo), non aiuta le proprie finanze personali, dal punto di vista comportamentale. Un aiuto in tal senso può arrivare da un piano di emergenza organizzato proprio per far fronte a questi imprevisti. Nel settore dei risparmi invece le paure fanno perdere il controllo della propria organizzazione e della gestione delle proprie regole, questo impedisce, di fatto, il raggiungimento degli obiettivi e contribuisce a ridurre la felicità.

7) Un aiuto esterno: nonostante i buoni propositi, non sempre si raggiunge quello che ci si è prefissati. Studiando, organizzando la propria vita, dedicando alcuni giorni al mese ad analizzare i risultati, si fa una fatica immane. Un po' come quando si vuole dimagrire: si inizia  con il fare sport, mangiare sano  ma i risultati non arrivano.  Allora cosa fare? La soluzione più efficace è rivolgersi ad un nutrizionista in modo che gli sforzi siano ottimizzati all’obiettivo. Nel nostro caso l’importante è rivolgersi ad un esperto del settore che ci conduca per mano verso un rapporto meno stressante con i propri soldi.

8) Modificare le proprie abitudini: Per fare cose nuove occorre modificare le proprie abitudini. Non posso ad esempio programmare se faccio conto sull’aiuto dei genitori, oppure se so che all’ultimo qualcuno mi può dare una mano. Nel febbraio 1519 il condottiero spagnolo Hernàn Cortes partì alla volta dell'America Centrale con 11 navi e 508 soldati. Sbarcati sulla costa messicana, il generale vide che i suoi avevano posizionato le navi con la prua verso il mare in modo da essere pronti a fuggire. Sorprendendo tutto l’equipaggio, il condottiero di notte bruciò le navi. Increduli i suoi gli chiesero: capitano, e ora che cosa faremo in caso di sconfitta? Sorridendo, il generale Cortes rispose: resta solo una possibilità: vincere e tornare a casa con le navi del nemico. Proprio con questa “mossa”, Cortes conquistò l’impero azteco. Più ci focalizziamo sulle vie di fuga, meno daremo il massimo per vincere le nostre battaglie.

 

A prescindere da quanti ne vorresti, come vorresti viverli? Quali regole vorresti fin da subito utilizzare per vivere con più serenità la tua situazione finanziaria? Se ti stimola parliamone insieme.

 

Emanuel Bertuccelli



lunedì, aprile 12, 2021

Gli italiani, navigatori in un mare di liquidità

Gli italiani, navigatori in un mare di liquidità 


Gli italiani lo sappiamo, sono notoriamente accumulatori di ricchezza, risparmiatori seriali. Solo durante l’ultimo anno la giacenza media dei conti correnti italiani è aumentata di quasi 200 miliardi di euro, nel mese di febbraio, secondo i dati Abi (Associazione Bancaria Italiana), il volume dei depositi bancari degli italiani ha raggiunto i 1.746 miliardi di euro (fenomeno in costante crescita). Per capirne la misura basti pensare che a fine febbraio 2021 il debito pubblico ammontava a 2.637 miliardi.




Perché gli italiani detengono la liquidità sul conto?

Possiamo ricercare le ragioni per cui la liquidità viene detenuta sui conti correnti sia nelle teorie economiche che nella scienza comportamentale.

Secondo le teorie macroeconomiche, ed in particolare nella teoria della domanda di moneta di Keynes, i motivi possono essere tre: motivi transattivi ovvero semplicemente la domanda di moneta che è necessaria per effettuare le normali transazioni e acquisti, motivi precauzionali che consentono di affrontare eventuali imprevisti, riducendo il rischio di trovarsi in una situazione di scarsità inaspettata della liquidità disponibile ed infine per motivi speculativi in cui una certa quantità di moneta viene detenuta come attività finanziaria nella speranza di lucrare dei guadagni.

Dal punto di vista di scienza comportamentale invece i fattori che possono influenzare il risparmiatore a detenere moneta possono essere molteplici.   A partire dalla reazione alle crisi in cui la paura ed emotività spaventano il consumatore portandolo a ridurre il consumo e aumentare il risparmio, all’aumento dell’incertezza dovuta alle misure di contenimento del virus con il lockdown. Anche la mancanza di educazione finanziaria accentua il fenomeno, tra i G20 gli italiani si collocano all’ultimo posto per conoscenze finanziarie. Secondo Banca d’Italia ci sarebbero oltre 18 milioni di italiani che non utilizzano strumenti finanziari. Infine, un altro importante fattore che causa la volontà di detenere la liquidità sui conti correnti è la bassa fiducia nei confronti degli intermediari finanziari, secondo l’ultimo rapporto Consob circa il 60 % della popolazione italiana non si fida.


Quali sono i rischi di detenere liquidità sul conto corrente?

Nell’anno solare settembre 2019 - settembre 2020 il flusso di incremento della liquidità parcheggiata su conti correnti e strumenti equivalenti, ha registrato un aumento di 121 miliardi. Detenere troppa liquidità sui conti correnti espone però ad alcuni rischi. Ecco i principali:

Rendimenti (sotto) zero e la tassa (nascosta) dell’inflazione: I rendimenti bassi o nulli rendono inefficiente la liquidità all’interno della pianificazione finanziaria delle famiglie. Infatti, lasciare i propri risparmi sul conto ci rende soggetti a dei rischi specifici come quello dell’inflazione ed il rischio del mancato rendimento (costo-opportunità).  L’inflazione erode infatti il potere di acquisto della moneta rendendola così, di fatto, una tassa occulta e perfetta per lo stato.  Per quanto riguarda invece il mancato rendimento occorre vedere come 1000 euro di liquidità restano i nostri 1000 euro iniziali al lordo della inflazione, mentre su un investimento dopo 10 anni diventerebbero in media circa 1150 euro su un mercato obbligazionario e 2241 euro sul mercato azionario .

Fallimento della banca (Bail-in) Letteralmente salvataggio dall’interno. Il salvataggio tramite procedure di BAIL-IN colpisce gli azionisti, gli obbligazionisti della banca ma anche i titolari del conto corrente o con strumenti finanziari equivalenti di raccolta diretta superiore ai 100.000 euro.

Tassa patrimoniale: La patrimoniale è un tipo di imposta che colpisce il patrimonio. È già stata utilizzata nel 1992 sui conti correnti, e nel 2012 sugli investimenti. La prima ha avuto un carattere periodico ed una tantum, la seconda invece è ricorrente e tutt’ora vigente. Anche se nell’immaginario comune la patrimoniale colpisce il conto corrente, l’imposta patrimoniale può colpire anche case e terreni (IMU).

 

Quale può essere la soluzione?

Le polizze assicurative possono rivelarsi la corretta soluzione, in quanto permettono di trasferire il rischio pagando un premio e liberando così risorse dalla liquidità che possono essere destinate ad una ottima pianificazione finanziaria per il raggiungimento degli obiettivi della famiglia (figli, studio, vacanze o acquisto casa).

La pianificazione finanziaria tramite un metodo non solo efficace ma soprattutto efficiente. Le esigenze variano con il variare del tempo, tanto che qualche economista ha parlato del ciclo di vita del consumatore, di conseguenza anche gli investimenti dovrebbero tenere conto di questo aspetto importante.

La regola base da seguire è la coerenza temporale tra obiettivi e strumenti finanziari adeguati. In pratica obiettivi di breve termine dovranno essere raggiunti con strumenti finanziari di breve, compresa la liquidità, obiettivi di medio termine con strumenti adeguati di durata simile (obbligazionari), mentre obiettivi di lungo termine con strumenti tipo azionario o simili. La gestione del fabbisogno liquido invece dovrebbe essere costruita come riserva pari empiricamente a 3/6 mesi massimo di entrate.

  

Il Demurrage: una soluzione (provocatoria) alternativa

La storia ci insegna che il rischio non è nell’investire ma nel non farlo ed il risultato è sempre lo stesso anche se si considerano orizzonti temporali diversi.

Secondo una analisi di Julio Linares e Gabriela Cabaña basata sulla teoria di Silvio Gesell il Demurrage o deprezzamento viene inteso come l’idea che il possesso di moneta non porti degli interessi (e quindi una crescente accumulazione, grazie alla legge degli interessi composti) ma dei costi o, al limite, una scadenza temporanea.

Cosa significa Demurrage?

È il costo del possesso di una valuta. Per la moneta/merce come, ad esempio, l'oro fisico il demurrage è di fatto il costo per tenerlo al sicuro (custodia), insomma, il costo di fermo. Il termine deriva dal diritto marittimo ed è associato ad una penale dovuta se le operazioni di sbarco o imbarco non avvengono entro i termini stabiliti dal contratto.

Gesell ha sviluppato il concetto di denaro libero decadente ritenendo che una moneta decrescente possa aiutare a risolvere la nostra attuale crisi economica e sociale per quattro principali motivi:

Orizzonte temporale: Un orizzonte temporale di breve termine è considerato di maggior valore rispetto ad un orizzonte temporale di lungo termine. Qualsiasi investimento che è in grado di offrire un profitto in maniera più rapida è considerato prioritario rispetto ad una produzione ed un pianificazione di lungo termine.
La quantità di moneta in circolazione è artificialmente scarsa poiché emessa attraverso il sistema creditizio, Al contrario, un moneta con demurrage o moneta decrescente incentiva scelte decisionali di lungo termine attraverso un flusso di liquidità “scontato”. Il demurrage è un modo per rallentare, valorizzando il valore attuale delle cose nel lungo termine rispetto a quello di breve termine.

Trappola della liquidità: le moderne banche centrali hanno teoricamente la responsabilità di stabilire i tassi d’interesse e di gestire l’offerta di moneta al fine di controllare l’inflazione. “Trappola della liquidità” è un termine che gli economisti usano per descrivere la situazione in cui il denaro in un’economia smette di circolare indipendentemente dalle azioni intraprese delle banche centrali per aumentare l’offerta di moneta e condizionare i tassi di interesse. Quando viene meno la fiducia nell’economia e inizia una crisi finanziaria, la gente inizia ad accumulare tutto il denaro del quale riesce a impossessarsi. La moneta decrescente offrirebbe invece una soluzione alla trappola della liquidità ponendo un limite al periodo di tempo durante il quale il denaro può mantenere il suo valore. Come dice l’esperto di valute complementari Bernard Lietaer, è come applicare “la tariffa del parcheggio al denaro”. E visto che nessuno vuole che il proprio denaro perda valore, tutti cominciano a farlo girare.

Integrazione dell’entropia: sappiamo dalle leggi della termodinamica che l’energia non può essere né creata né distrutta, ma soltanto trasformata. La moneta decrescente integra la seconda legge della termodinamica nella teoria monetaria, progettando una moneta destinata alla circolazione anziché all’accumulo. L’accumulo di ricchezza da parte dei nostri attuali sistemi di produzione implica la produzione di una grande quantità di rifiuti, o di energia che aumenta in modo irreversibile il livello complessivo di entropia del pianeta. Attribuendo una durata di vita al valore del denaro, un sistema di moneta decrescente sarebbe in grado di cambiare il modo in cui l’energia viene distribuita e reintrodotta nel sistema (riducendo così gli sprechi). Ciò non solo aumenta la ricchezza percepita grazie alla maggiore velocità di circolazione della moneta, ma rallenta anche il deterioramento della qualità dell’energia (entropia).

Abbandonare l’imperativo della crescita materiale: il modo in cui il denaro è pensato oggi favorisce i creditori e i detentori di moneta. L’interesse positivo sulla creazione del credito porta necessariamente a un’ulteriore crescita economica. Una decrescita monetaria fermerebbe l’imperativo di aumentare la nostra produzione materiale, in quanto il tasso di interesse effettivo su base annua sarebbe pari a zero o negativo rispetto agli anni precedenti, predisponendo piuttosto una crescita qualitativa sia per gli individui che per la comunità. Come Gesell stesso sosteneva: “Poiché l’offerta è qualcosa di indipendente dalla volontà dei possessori di beni, la domanda deve diventare qualcosa di indipendente dalla volontà dei possessori di denaro”. Separare la domanda dai possessori di denaro permette di investire importi complementari in infrastrutture locali, servizi essenziali, sanità e istruzione. La moneta decrescente è fondamentalmente un diverso tipo di denaro che ha il potenziale di rendere l’ecosistema umano più resiliente nel suo complesso attraverso l’introduzione di diversità monetaria, separando le funzioni del denaro in molteplici forme di denaro.

 

Conclusioni

L’unica certezza della nostra vita è il tempo che passa e che il tempo passato non torna. Ogni giorno, quindi, diventa il giorno ottimale per poter pensare a pianificare il futuro, che si abbia venti, quaranta o sessant’anni. Vivere alla giornata, se da una parte produce una erosione del potere di acquisto, dall’altra nel tempo produce mancanza di rendimento.

Utilizzare forme d’investimento come i piani di accumulo (PAC), o Pic Intelligenti (frazionati per modalità di entrata sui mercati), non danno nessuna garanzia di guadagnare nel breve termine, ma se si è  disciplinati e si segue una strategia, tramite il supporto di un consulente finanziario, la mancanza di garanzia si trasforma a mano a mano che passa il tempo in certezza. Le coperture assicurative infine consentono di ottimizzare il rischio associato al patrimonio. 

 

Emanuel Bertuccelli